Stamattina la Rai è venuta al nostro circolo per raccontare una storia che per noi non è solo memoria: è identità, mare, fatica e orgoglio. Un servizio dedicato alle nostre radici, a Igino Pampana, il medico milanese che nel 1894 scelse Bari e si definì “barese per elezione”. Fu lui ad accendere la scintilla: mettere insieme un gruppo di amici – più di un centinaio – e dare vita a quello che sarebbe diventato il primo circolo canottieri del Sud Italia e uno dei primi del Paese.
Nel servizio si è ripercorso come tutto iniziò in modo semplice e concreto: un baraccone alla base del molo San Nicola usata come deposito per le barche, poi trasformata in un punto di riferimento. Un gesto che, già allora, voleva dire una cosa chiara: riportare la città a vivere il suo rapporto col mare. Anche il nostro nome lo racconta: Barion, ispirato al mito del condottiero e navigante legato alla storia di Bari.
Da lì è partito un cammino lungo più di un secolo, fatto di sport e di persone. La Rai ha ricordato uno dei momenti simbolo: Zurigo 1901, quando i “Trabaccolanti” – così chiamati per uno stile magari non elegantissimo, ma devastantemente efficace – furono i primi italiani a conquistare un titolo europeo nel canottaggio. E poi il passaggio decisivo del dopoguerra, quando figure come Peppino Lembo resero il canottaggio davvero aperto, allargando la partecipazione e dando spazio anche alle donne.
Nel racconto si è parlato anche delle nostre sedi, cambiate insieme alla città: dalla palazzina Liberty degli anni Venti fino alla struttura inaugurata nel 1934, ancora oggi casa nostra. E degli sport che nel tempo si sono affiancati ai remi: nuoto, scherma, pallanuoto. Anni difficili non sono mancati: durante la Seconda guerra mondiale il circolo venne requisito dalle truppe alleate. Ma la voglia di ripartire è sempre stata più forte.
Il servizio ha riportato alla luce tante imprese: come quelle del nuoto, con Vittorio Gargano campione italiano nei 400 e 800 stile libero nel 1949, e il percorso che porterà poi a grandi nomi del fondo. E ha dedicato spazio anche a uno dei capitoli più luminosi della nostra storia recente: gli anni Ottanta, con Ruggero Verroca, sei volte campione del mondo e olimpionico a Los Angeles 1984, che ha ricordato quanto fosse speciale vincere non solo per l’Italia, ma anche per il proprio Circolo.
E poi il presente, che è la parte che ci emoziona di più. Perché il Barion oggi vive nella passione dei veterani che continuano ad allenarsi e nelle energie dei nostri giovani: ragazzi e ragazze che stanno portando il nostro nome nel mondo, anche nelle nuove discipline come il Beach Sprint, con titoli mondiali giovanili e una generazione che cresce ogni giorno tra sacrificio e sogni.
Ringraziamo la Rai e chi ha voluto raccontare tutto questo: perché ogni servizio così non parla solo di un circolo, ma di Bari, del suo mare e della sua capacità di fare comunità. Noi continuiamo a remare: con la stessa idea di Pampana, e con lo sguardo avanti. Magari, presto, con un nuovo regalo alla città.
Video credits: Rai
Condividi :
Notizie recenti
-
02 Ago 2026Storica Finale A per i nostri canoisti nella gara regina della canoa olimpica -
20 Lug 2026Il Barion domina i Campionati Italiani Beach Sprint di Barletta con 5 titoli italiani -
10 Lug 2026Grande prova internazionale per i supper del Barion alla ICF Junior International Cup 2026 -
06 Lug 2026Al bacino della Standiana di Ravenna i canottieri del Barion ben figurano alla 37ª edizione del Festival dei Giovani