E alla fine i detti popolari non si smentiscono mai: San Nicola è amante dei forestieri.
E deve proprio averci messo una manina il nostro Santo Patrono nella tappa barese della Volvo Cup.
A spuntarla nella vittoria finale è stato l’equipaggio romano Billo Baccani Challenge, timonato da Furio Monaco. Il resto del podio parla inglese con il secondo posto di Xcellent timonato da John Pollard, seguito da Barbarians di Jamie Lea. Solo sesti i fratelli Bressani di Alfa Spider, giunto da capolista nella tappa pugliese.
Male i nostri equipaggi baresi ( tutti della categoria non professionista Corinthian ) e per trovarne uno nella classifica finale bisogna andare al non entusiasmante 20° posto di Maurizio Cardascio a bordo del suo Sherekhan. Scarsi risultati per Vertigo di Andrea Airò ( 32°) e Folle Volo Pegasus di Joseph Pastore ( 34°). Un gradino più sotto c’è Chimera di Alessio Muciaccia ( 35°). In fondo alla graduatoria 39° e 43° posto rispettivamente per Extravagance e Nuova Pdm.
Cala il sipario dopo 4 giorni davvero strani tra vittorie inaspettate, continui rinvii e annullamenti per colpa del vento, completamente assente per tutta l’intera manifestazione. Basti pensare che delle 12 prove previste ( 3 per ogni giornata ) ne sono state disputate solamente 5, anche se sono comunque servite a rendere valida l’intera tappa ( a norma di regolamento sarebbero bastate almeno 4 prove). Oltre al vento non ha certamente aiutato la temperatura con una Bari stretta nella terribile morsa del caldo.
Ma a parte questi inconvenienti climatici e ambientali, non è mancato l’entusiasmo a questi velisti, giunti da tutta Italia e anche da oltre confine. Tra accenti, modi di fare e risate c’era un po’ tutto della nostra penisola. Non è stato strano quindi trovare un equipaggio composto da un siciliano, da un milanese e da un friulano, oppure sapere che il team del barese Maurizio Cardascio era pieno di napoletani, alla faccia di tutte le anacronistiche rivalità regionali.
Una bella prova di italianità a dimostrazione che lo sport può unire anche zone e regioni lontane e diverse.
La vela ci ha anche insegnato ad avere rispetto per madre natura, una madre matrigna ( per dirla alla Leopardi ) che avrebbe spazientito chiunque. Invece, questi velisti hanno dato prova di grande correttezza: nonostante le lunghe ed estenuanti attese del vento, non hanno mai perso la pazienza e l’allegria, soprattutto quando è stata annullata, dopo ben 6 dall’orario di partenza, l’intera regata di sabato.
Un grande esempio di equilibrio che può servirci ad affrontare quei piccoli intoppi e ritardi quotidiani ( dal semaforo, alla fila ) che ci fanno puntualmente perdere le staffe.
Per chi volesse vivere ancora la emozioni della Vela può recarsi a Torbole, sul Lago di Garda. Dal prossimo 19 luglio, sino al 22, si svolgerà l’ultima tappa della Volvo Cup sperando che i nostri equipaggi baresi tengano in alto le nostre tradizioni marinare.

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